PianetAmaranto di Riccardo Bonelli
Per chi ha l'Arezzo nel cuore
Per Passione,
quella passione per una maglia che rappresenta una città e che raffigura la nostra aretinità
FORZA VECCHIO CUORE AMARANTO
CARPI - AREZZO, LE PAGELLE DI RICK

Nessuno contento, ma tutti contenti
Questo controsenso fotografa la serata di oggi con la vittoria dell’Arezzo e la sconfitta del Ravenna
Nessuno contento, primo fra tutti Mister Bucchi che è rimasto deluso dal secondo tempo della sua squadra, ma è sotto gli occhi di tutti quanto, per la prima volta, l’Arezzo ha vinto immeritatamente.
Ma tutto è bene quel che finisce bene e, al fischio finale son partiti ideali fuochi d’artificio in tutti noi.
VENTURI – 6,5 – Una paratona, qualche uscita temeraria ma efficace. Poi deve offrire da bere a Gilli e, idealmente al palo che, notoriamente non beve.
RENZI – 6,0 – Basterebbe il suo ritorno in campo per dargli il voto, sulla fiducia. Nel primo tempo, fino che ha benzina, rivediamo il solito Renzi double face, versione difensiva buona, così come la fase offensiva che lo vede duettare con Pattarello ed impegnare Sorzi in una difficile deviazione. Nel secondo tempo sparisce, così come fa tutta la squadra.
GILLI – 9,0 – Una chiusura da urlo su Sall ormai convinto di battere a rete indisturbato ed un salvataggio a portiere battuto con un intervento portentoso. Poi, nella ripresa,, insieme a Chiosa è riuscito a tenere in piedi la baracca
CHIOSA – 7,0 – Uno dei pochi a non perdere la testa nella ripresa, ma saperla usare in tutti i sensi. Fa il bravo per tutta la partita, poi, nel recupero, a vittoria quasi sicura, si fa ammonire e sappiamo perfettamente il perché
RIGHETTI – 5,0 – In affanno per tutta la fascia e per tutto il tempo che resta in campo
MAWULI – 6,0 – Un primo tempo tonico, del Mawuli che conosciamo, compresa l’ammonizione. Poi anche lui sparisce. Mezzo voto in più per le sue 100 presenze in amaranto
GUCCIONE – 7,0 – Il suo gol è una perla, il suo gol vale oro, il suo gol vale molto più di tre punti. Poi veste i panni dell’operaio, ma la calcina è faticosa da girare……
CHIERICO – 6,0 – Gira e rigira, anche quando le prestazioni della squadra soni insufficienti come stasera, riesce ad emergere con la sua generosità che lo vede in tutte le zone del campo
PATTARELLO – 6,0 – Un buon primo tempo. Gioca a sprazzi con buoni spunti di gioco, finalmente riesce a far ammonire il proprio avversario, come nei giorni migliori. Nella ripresa poca lana.
RAVASIO – 5,0 – Prestazione incolore, l’Arezzo si affida a lui per tenere la squadra alta, per tenere palla e far rifiatare la difesa. Ma oggi non era assolutamente giornata
TAVERNELLI – 6,0 – Per l’impegno ammirevole a tutto campo, e stasera basta e avanza
DI CHIARA – 5,5 – Debutto per l’ex Catanzaro che parte bene con un paio di lanci precisi su Tavernelli. Ma poi, mano a mano che la partita prende una piega balorda, va in confusione e, nel finale, sparacchia palloni a destra e a manca.
IONITA – 5,5 – Mette ordine e benzina al centrocampo, ma entra nel momento in cui la squadra non risponde più alle sollecitazioni ed il suo contributo cala
CIANCI – 5,0 – Entra e dopo pochi minuti si prende il giallo. Non fa valere, così come Ravasio, la sua presenza fisica.
CORTESI – Qualche minuto, giusto per prendersi i fischi del Cabassi
VARELA – cinque minuti, in quella confusione, sono un soffio di vento
MISTER BUCCHI – Scontento della prestazione (e come non potrebbe esserlo) . Deluso della prestazione della sua squadra nel secondo tempo, che sarà oggetto di discussione per capirne i motivi. La sosta forzata, vista la prestazione, vista la vittoria, vista la sconfitta del Ravenna, secondo me viene come il cacio sui maccheroni
Riccardo Bonelli
CARPI - AREZZO 0-1

CARPI-AREZZO 0-1
TERNANA – RAVENNA 2-0
ASCOLI – TORRES 2-2
12 FEBBRAIO 2026 - Basterebbe questo per capire quanto la nostra vittoria sia IMPORTANTISSIMA
Dieci punti sul Ravenna è l’ulteriore tassello verso la serie B
Cominciamo con dire che l’importante era vincere, non come vincere. Ma l’Arezzo di stasera ha preso troppo alla lettera tutto questo.
La partita degli amaranto dura un minuto, il primo minuto, quando Guccione calibrava direttamente da angolo il vantaggio dell’Arezzo.
Poi, dopo un primo tempo di contenimento attivo, nella ripresa la squadra è tornata in campo spenta, è stato un monologo del Carpi che, se pur con tanta confusione e approfittando dal fatto che che aveva il possesso pala in maniera continuativa, ha creato talmente tante occasioni che non possiamo esimerci dal dire che avrebbe strameritato il pareggio.
Ma a questo punto del campionato, è solo un dettaglio.
Queste sono le partite che vince una grande squadra, con la zampata e, nelle prestazioni deludenti, tenere botta, anche con quella fortuna che aiuta gli audaci.
Ci ha dato una mano la fortuna ma soprattutto i risultati di Ravenna e Ascoli. Per lo spettacolo, in questi momenti, rivolgetevi al Circo Togni
Riccardo Bonelli
AREZZO-PIANESE, LE PAGELLE DI RICK
Due rigori realizzati, 510 minuti di imbattibilità, sette punti sul Ravenna e dieci sull’Ascoli, miglior attacco, seconda miglior difesa, differenza reti lontana anni luce dalle altre squadre con un più ventotto. Conta questo, e se la prestazione, stasera, non è stata all’altezza…… ma chi se ne frega !
VENTURI – 6,0 – Vede il pallone ballonzolare davanti a lui, senza che gli avversari mettano la zampata vincente ma anche senza che i suoi compagni riescano a liberare. Vede una saetta scheggiare il palo. Ma, alla fine del salmo, non prende gol da 510 minuti
COPPOLARO – 5,5 – Quando le sue giocate sono state in verticale, benino, ma quando si è esibito in passaggi orizzontali, ci terrorizzava. Anche l’intesa con Pattarello non è proprio una intesa, dato che non si sono mai capiti
GILLI – 6,0 – Le difficoltà erano evidenti nelle mischie che si creavano in area amaranto, in cui entrava in confusione come i suoi compagni di reparto. Finisce in crescendo, quando la squadra riesce a rimanere alta
CHIOSA – 6,0 – Stesso discorso fatto per Gilli, con l’aggiunta del carico pendente della diffida che, magari, gli ha consigliato accortezza
RIGHETTI – 7,0 – Coccia vuole fare bella figura e ci riesce, ma Righetti, che ha le sue gatte da pelare, perché la Pianese è forte in quella fascia, se la cava egregiamente. Il lancio di più di trenta metri che mette Cianci nelle condizioni di presentarsi davanti al portiere e procurarsi il rigore, è da menzione
GUCCIONE – 6,5 – Tonico, pimpante più del solito, grazie anche al fatto che Birindelli non gli mette il gufo sulla spalla. Libero di operare dirige l’orchestra, anche se, alcuni suoi solisti, stecchino qualche nota
CHIERICO – 7,0 – Corre per dieci, un moto perpetuo che gli permette di passare dalla fase difensiva ad essere un attaccante aggiunto nel giro di poco tempo. Ma non è un robot, è un essere umano e, alla fine, le pile si esauriscono….. benedette sostituzioni
IONITA – 6,0 – Lavoro sporco, quello di oggi, con una Pianese che in fase difensiva crea due linee difensive, fatica a districarsi ed incidere sulla manovra
PATTARELLO – 6,0 – Gli manca ancora lo spunto che, nei giorni migliori , gli permetteva di superare l’uomo e creare superiorità numerica e azioni pericolose. Gli manca anche un Renzi che lo accompagni nella manovra. Oggi lui e Coppolaro sembravano parlare due lingue diverse. Ha il merito di trasformare in maniera perfetta il rigore che lo proietta a quota undici. Potrebbe fare doppietta, ma lascia il rigore a Cianci, che se lo era procurato.
RAVASIO – 5,5 – Esce dal campo, sostituito, incazzato nero. Poco prima l’arbitro gli aveva annullato, in maniera totalmente incomprensibile, il suo gol che, detto per inciso, era stata l’unica cosa degna di nota della sua partita
TAVERNELLI – 7,0 – Encomiabile il suo apporto alla squadra, dannandosi l’anima in ripiegamenti difensivi. In fase offensiva, risulta il migliore se pur con le difficoltà di avere di fronte un Coccia che lo conosceva a memoria
DE COL – 6,5 – Vederlo di nuovo in campo è stato bello e tranquillizzante. Il suo scampolo di partita, mette al sicuro la retroguardia.
MAWULI – 6,5 – Peccato vederlo in anchina, anche se, in dodici, dice che non si può giocare. La solita piovra arpiona palloni e tanta grinta
VARELA – 6,0 – Entra in campo come succederebbe ad un cavallo liberato dalle briglie. Ma la voglia di strafare è troppa e ne limita le scorribande
CORTESI – 6,0 – Mister Bucchi gli regala qualche minuto per completare il percorso di apprendimento.
CIANCI – 6,5 – Riesce a tenere la squadra alta, si lancia come un centometrista sul lancio di Righetti, si presenta davanti al portiere, lo scarta ma viene abbattuto. Come succedeva tra noi ragazzi, il rigore lo batte chi se lo è guadagnato….. e sono otto
MISTER BUCCHI – E’ il più menomato del gruppo, stoicamente siede in panchina, nonostante non stia bene. La sua squadra vince e lui può mettersi a letto con la papala ed una tazza di latte, grappa e miele…… e domani, siamo sicuri, sarà di nuovo alla testa del suo battaglione, destinazione Carpi
ARBITRO – Caro signor Liotta, mi auguro, per lei, che al designatore Orsato, il suo capo, non vengano recapitate le immagini del gol annullato a Ravasio, altrimenti, per Lei, suona a morto
Riccardo Bonelli

AREZZO - PIANESE 2-0
RIASSUMENDO……….. DUE RIGORI, DUE GOL, TRE PUNTI
Missione compiuta, l’Arezzo, come da pronostico batte la Pianese e mantiene il vantaggio su Ravenna e Ascoli, immutato ed una partita in meno da giocare.
L’importante era vincere e l’Arezzo ha vinto, poi, si può disquisire, si può storcere la bocca.
L’Arezzo ha vinto meritatamente, fino al rigore, la manovra era stata piacevole e aveva costretto la Pianese a predisporre due linee difensive per impedire la profondità e le linee di passaggio.
Dopo il rigore e l’uno a zero, gli amaranto hanno arretrato il baricentro, non certo per la pressione della Pianese in svantaggio, ma una sorta di braccino corto, il traguardo che si avvicina e qualche apprensione di troppo, ma qui bisognerebbe scomodare Sigmund Freud.
Nella ripresa, questo disagio è rimasto tale fino a che il gol del due a zero, ha sciolto ogni tipo di inibizione ai ragazzi che hanno chiuso in crescendo.
E se non è stata una bella partita, pazienza, e dato che voglio tediarvi con le mie “doti culturali” vi dico quello che scriveva Macchiavelli…… “il fine giustifica i mezzi”
Concludo in bellezza….. con una citazione di Nino Frassica “"NON E' BELLO CIO' CHE E' BELLO...MA CHE BELLO CHE BELLO CHE BELLO..
Riccardo Bonelli

IL PAGELLONE DEL MERCATO DI GENNAIO
AREZZO – 8,0 – Impresa ardua, quello di Aniello Cutolo… migliorare una formazione già forte. Ma il Direttore ha saputo tessere, sottotraccia, trattative che si sono concretizzate quasi tutte nei primi giorni di gennaio, per poi fare una opera di rifinitura nel finale. Arena, Coppolaro, Ionita, Cortesi, Casarosa, Di Chiara sono tutti giocatori “pronti all’uso”. Peccato solo che adesso ci siano due esuberi da scegliere tra Tito, Perrotta, Dezi. Dispiacerà vederli fuori dal progetto
ASCOLI – 7,0 – La squadra è forte e solo la partenza ad handicap ha fatto sì che si scavasse un solco di 10 punti con la capolista Arezzo. Pochi movimenti, ma importanti, l’acquisto di Galuppini e la trasformazione da prestito ad acquisto di Gabriele Gori
BRA – 5,5 – Una mini rivoluzione che potrebbe non essere un vantaggio e potrebbe destabilizzare lo spogliatoio. Sette acquisti e cinque cessioni. Tra gli acquisti più importanti Leoncini e Capac.
CAMPOBASSO – 5,5 – Cessioni eccellenti quali Armini, Leonetti e Forte a fronte di tre acquisti di cui il solo Sarr appare essere di valore
CARPI – 5,0 – Essersi privata del Capitano Cortesi è, di per sé una perdita importantissima. In entrata, da segnalare l’arrivo di Mattia Gaddini
FORLI’ – 6,0 – Altra mini rivoluzione con otto arrivi e sei partenze. Tra gli acquisti da segnalare quello di Palomba (Entella), Scaccabarozzi (Pontedera) Selvi (Frosinone)
GUIDONIA – 7,0 – La matricola, che sta disputando un ottimo campionato, ha avuto una flessione, dopo una partenza sprint. La società ha rinforzato la squadra con gli acquisti Frascatore (Frosinone), Starita (Salernitana) Avella (Palermo) ed ha trattenuto i pezzi migliori tra cui Zuppel
LIVORNO – – Luperini dal Catania e lo svincolato Camporese gli arrivi più importanti, anche i tifosi speravano in una squadra rinforzata, vista la situazione di classifica
PERUGIA – 7,5 – La squadra esce notevolmente rinforzata dopo il mercato. Acquisti importanti come quelli di Nepi, Stramaccioni, Bolsius, Verre, Ladinetti ed il brasiliano Esculino. Uscite anch’esse importanti quali quelle di Giunti, Matos e Yabre, che erano finiti ai margini della squadra
PIANESE – 7,0 – Pochi movimenti, ma ottimo quello di Ianesi. Ma l’acquisto più importante è stato quello di trattenere il capocannoniere Bellini, richiesto da mezza serie C
PINETO – 6,0 – Perdere Bruzzaniti ha indebolito la squadra come anche la cessione di Menna. La società è corsa ai ripari con l’acquisto di Spina, El Haddad (Venezia), Kraja (Pescara)
PONTEDERA – 5,0 – Una autentica rivoluzione, con 14 acquisti e 16 cessioni. Tra gli arrivi quelli dell’ex amaranto Dell’Aquila, Wagner (Wanderers Montevideo) , in uscita giocatori importanti come Ianesi, Ladinetti e Scaccabarozzi
RAVENNA – 6,5 – Uscita importante e inaspettata quella di Luciani, attaccante con 7 reti all’attivo. In entrata Italeng , Fischnaller e l’esperto portiere Poluzzi
JUVENTUS N.G. - Troppo facile fare mercato, per cui niente voto. Comunque la squadra si è rinforzata con elementi di interesse per la prima squadra , Mulazzi (Sion), Licina (Bayern Monaco), Oboavwoduo (Manchester City) problema per chi incontrerà la squadra bianconera da ora in poi
SAMBENEDETTESE – 5,0 – Vista la complicata situazione di classifica i tifosi della samba speravano in un mercato più attivo. Arrivato Stopppa dal Catania ed alcuni giocatori svincolati mentre sono partiti giocatori che già erano ai margini della squadra
TERNANA – 7,0 – L’arrivo di Panico, Majer e Aramu hanno portato un valore aggiunto alla squadra che, complice le penalizzazioni , deve risalire la china per poter ambire ad un piazzamento play off tra le prime quattro
TORRES – 7,0 – Sul filo di lana si aggiudica le prestazioni del centravanti Luciani, ex Ravenna, autore di sette reti e che sembrava ad un passo dal Campobasso. Un acquisto importante con il quale Mister greco, spera di risolvere il problema in zona gol
VIS PESARO – 6,5 – Tre arrivi di un certo valore quali Piras (Catanzaro) , Piras (Catanzaro) e Durmush (Pisa) . Il direttore sportivo, poi, ha snellito la rosa con dodici cessioni
Riccardo Bonelli

GUIDONIA - AREZZO, LE PAGELLE DI RICK
Un punto guadagnato, perché, come ha detto Bucchi, se il Guidonia avesse trasformato il rigore, molto probabilmente i laziali avrebbero vinto.
Una fotografia perfetta di quanto poco abbia fatto l’Arezzo per vincere la partita, rischiando di perderla. Una prestazione opaca, ci sta, e il contemporaneo pareggio del Ravenna, ha lasciato invariato il vantaggio di sette punti con una partita in meno da giocare.
VENTURI – 7,0 – Una sola parata ma che risulterà decisiva, importantissima nell’economia della partita e del campionato. Secondo rigore consecutivo parato ed è un Jack sugli scudi che merita la copertina
TITO – 5,0 – Vista la prestazione, avrei voluto dargli molto meno, ma voglio considerare valide le attenuanti di aver dovuto giocare in un ruolo che lo ha reso un pesce fuor d’acqua, per cui, ti voglio bene Tito. Ma senza sottacere due errori gravi, più il fallo da rigore. Serata da dimenticare
COPPOLARO – 6,5 – Se pur menomato, gioca una partita di sostanza, tenendo la posizione e chiudendo ogni varco
CHIOSA – 6,5 – Davanti, il Guidonia ha giocatori piccoli e veloci, l’ideale per metterlo in difficoltà. Ma solo sulla carta
RIGHETTI – 5,5 – non il migliori Righetti, litiga con il pallone, sembra soffrire più degli altri un sintetico...sintetico e le sue sortite offensive non hanno prodotto granché
GUCCIONE – 5,5 – Troppa imprecisione per un giocatore come lui, lanci mal calibrati e sembra oltremodo frenato dall’essere in diffida
IONITA – 5,5 – Non trova ne tempi di inserimento ne dialogo con i compagni, troppe seconde palle perse. Ionita, nei suoi panni e tutt’altra cosa
CHIERICO – 5,5 – Anche lui finisce nel pentolone dell’imprecisione, dello scarso dinamismo.
RAVASIO – 5,0 – Perde quasi tutti i contrasti aerei, troppo impreciso nel controllo della palla e ...la porta avversaria, una chimera
PATTARELLO – 5,0 – E niente, altra partita impalpabile di Emiliano, ormai da tempo non supera più l’uomo, ma stasera, nemmeno ci prova. Una sola conclusione, dalla sua mattonella preferita che termina quasi in fallo laterale. E quando le sue prestazioni sono queste, è fastidioso ed irritante, vederlo sistemarsi sovente l’estatico dei capelli
TAVERNELLI – 6,0 – Ha fatto poco, come i compagni, ma è encomiabile il suo sacrificarsi in tutte le zone del campo ed arretrare sulla linea dei terzini
VARELA – 5,0 – Non incide, i suoi ingressi in campo, una volta erano forieri di azioni pericolose. Da un po’di tempo è quello di stasera, palloni persi (uno velenoso) dribbling improbabili naturalmente persi… il niente
MAWULI – 5,0 – L’ex titolare inamovibile, avrebbe la possibilità, una volta entrato in campo, di dare la svolta alla partita, ma sul cross bellissimo di Cortesi, da ottima posizione, spreca malamente di testa. Dulcis in fundo, si prende l’ennesimo cartellino giallo
CORTESI – 6,5 – Pochi minuti ma quanto bastano per dare un giudizio positivo su questo giocatore che si è calato subito nella partita, prima con un recupero difensivo da applausi e poi con un cross pennellato non sfruttato da Mawuli. Niente male, al suo esordio, in solo quindici minuti
MISTER BUCCHI – Abbondanza in tutti i ruoli, carestia nella fascia destra difensiva, tanto da dover schierare Tito , con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. E a questo proposito, a mercato ancora aperto, si potrebbe fare un pensierino ad un giocatore in più in quel ruolo, dico bene Cutolo?
La sua squadra non ha giocato una gran partita, anzi e la sua dichiarazione a fine partita che se il Guidonia avesse trasformato il rigore, molto probabilmente avrebbe vinto la partita, non fa altro che confermare la giornata storta della squadra
Riccardo Bonelli

GUIDONIA - AREZZO 0-0
IL CAVALLINO TROTTERELLA, A GUIDONIA UN GIUSTO PARI
30 GENNAIO 2026 - Il cavallino amaranto rallenta, ma resta davanti a tutti: a Guidonia arriva un pareggio senza gol e senza lampi, che però mantiene intatto il margine sulle inseguitrici.
L’Arezzo gioca una partita bruttina, sotto ritmo, e porta via uno 0-0 dal campo del Guidonia che vale comunque un mattoncino sulla strada del campionato. Un punto che lascia invariati i sette punti di vantaggio sul Ravenna, con ancora una gara da recuperare per gli amaranto.
La partita ha raccontato fin da subito le difficoltà dell’Arezzo nel calarsi nell’intensità dei padroni di casa. Il Guidonia, fatto di pressing e corsa, ha messo in difficoltà la più compassata capolista, che raramente è riuscita a sviluppare una manovra fluida come nelle sue giornate migliori. I gialloblù hanno sporcato le linee di passaggio, costringendo gli uomini di Bucchi a giocare spesso sporco e lungo, lontano dalle solite trame palla a terra.
Il primo tempo si è chiuso sullo 0-0, ma non senza brividi.
L’episodio chiave arriva nel finale di frazione, quando il Guidonia si guadagna un calcio di rigore che avrebbe potuto indirizzare in modo pesante la gara.
Dal dischetto si presenta Bernardotto, ma Venturi resta freddo, legge la traiettoria e respinge il tiro centrale, salvando il risultato e confermandosi decisivo in un momento di massima pressione.
Una parata che vale quasi quanto un gol segnato e che permette all’Arezzo di rientrare negli spogliatoi a reti inviolate.
Nel dopo gara, con grande onestà, mister Bucchi ha riconosciuto il peso dell’episodio, sottolineando come, se il Guidonia avesse trasformato il rigore, con ogni probabilità avrebbe poi trovato la forza per vincere la partita. Parole che fotografano bene l’inerzia del match: Arezzo sotto tono, avversario più brillante e aggressivo, equilibrio fragile retto soprattutto dalla solidità difensiva e dalla serata di grazia del portiere amaranto.
La ripresa, che molti si aspettavano diversa complice la fatica spesa dal Guidonia nel primo tempo e l’eventuale contraccolpo psicologico del rigore fallito, è invece scivolata sulla stessa falsariga della prima frazione. L’Arezzo non è riuscito ad alzare i giri del motore, e nemmeno i cambi operati da Bucchi dalla panchina hanno prodotto la scossa attesa. La gara è rimasta bloccata, povera di vere occasioni da rete, fino al triplice fischio.
Alla fine, il punto raccolto viene letto dallo stesso tecnico amaranto come un punto guadagnato, più che due persi, alla luce di quanto visto in campo.
E, considerata la prestazione e le chance avute dai padroni di casa, la valutazione appare sostanzialmente corretta.
La classifica continua a sorridere: il fossato con il Ravenna resta profondo, pur senza raggiungere l’abisso scavato dal Vicenza nel proprio girone con i suoi quindici punti di margine e un piede già in Serie B. Sette punti, però, sono comunque un tesoretto da custodire gelosamente.
Il cavallino amaranto, insomma, a Guidonia non galoppa: trotterella, soffre, ma resta saldo in testa.
AVANTI CAPOLISTA.
Riccardo Bonelli

LES JEUX SONT FAITS, RIEN NE VA PLUS
29 GENNAIO 2026 - Ultimo turno con il mercato aperto, poi finalmente il calcio potrà tornare al suo centro naturale: il campo. È questa la sensazione che si respira in casa amaranto alla vigilia dell’ultima giornata di campionato prima della chiusura delle trattative invernali.
Una volta calato il sipario sul mercato, i giocatori saranno più sereni, liberi dalle voci e dalle telefonate dei procuratori, e gli allenatori avranno certezze definitive su chi poter schierare e su chi costruire il resto della stagione.
La settimana che porta al gong finale, però, è da sempre territorio di insidie e colpi di coda. Nell’ultima curva del mercato, infatti, si muovono soprattutto quei giocatori di Serie B che non rientrano più nei piani tecnici delle rispettive società e che, fino a quel momento, avevano guardato con distacco le proposte provenienti dalla categoria inferiore.
Quando gli spazi si chiudono in alto, la prospettiva di un ruolo da protagonisti in Serie C diventa improvvisamente più appetibile. Ecco perché le ultime ore di trattativa possono ancora cambiare equilibri, strategie e gerarchie.
In questo scenario, il lavoro di Aniello Cutolo è stato fin qui improntato alla programmazione e all’anticipo. Il direttore dell’area tecnica amaranto si è mosso per tempo, costruendo l’ossatura della squadra ben prima che il mercato entrasse nella sua fase più caotica. Adesso, più che cercare nuovi innesti, il compito principale sarà sfoltire la rosa, per evitare il rischio – sempre scomodo nello spogliatoio – di dover lasciare qualcuno fuori lista. Un esubero non gestito in tempo, oltre che un costo, può diventare un problema di equilibrio interno.
I nomi in uscita sono già piuttosto delineati. In prima fila tra i possibili partenti ci sono Meli e Perrotta, profili che, per minutaggio e gerarchie, sembrano destinati a trovare spazio altrove. Più sfumata, e dunque ancora oggetto di valutazione, la posizione di Tito e Dezi: situazioni aperte che dipenderanno anche dalle opportunità concrete che si presenteranno negli ultimi giorni di mercato e dal bilanciamento complessivo della rosa tra titolari, alternative e under. La logica è chiara: tenere tutti solo se tutti possono sentirsi davvero coinvolti nel progetto.
Sul campo, intanto, l’Arezzo si è guadagnato il diritto di guardare gli altri dall’alto. L’avvio di girone di ritorno ha aperto un solco netto con le inseguitrici: sette punti di margine rappresentano un piccolo tesoro da difendere con cura, settimana dopo settimana. Non è il baratro scavato dal Vicenza, che con quindici punti di vantaggio può già permettersi di intravedere la Serie B da molto vicino, ma è comunque un cuscinetto importante, frutto di continuità e maturità.
Custodirlo significherà farsi trovare pronti proprio quando il mercato avrà smesso di fare rumore, lasciando finalmente spazio alla sola, decisiva verità del campo.
Riccardo Bonelli

AREZZO - JUVENTUS N.G., LE PAGELLE DI RICK
A livello tecnico, a mio avviso, è stata la più bella prestazione casalinga degli amaranto
Cinque o sei occasioni nitide, il gol di Tavernelli e , di contro, un solo tiro in porta. L’Arezzo non ha solo ristabilito le distanze sul Ravenna, ma ha dimostrato una compattezza di squadra, un’armonia nella manovra da formazione cosciente della propria forza.
VENTURI – 7,0 – Bravo tra i pali, bravo nelle uscite. Un solo tiro verso la sua porta, ma un tiro ben indirizzato all’angolino basso. Venturi sventa in angolo con un gran balzo. Poi, nonostante l’affollamento in area sfodera tre uscite tempestive e risolutrici
COPPOLARO – 6,5 – Termina la partita, nonostante qualche fastidio muscolare che mette in allarme Mister Bucchi. Nel complesso una buona partita, un paio di incertezze, ma nel finale, si compatta con la difesa annacquando le velleità bianconere. Peccato solo che non funzioni ancora la catena di destra con Pattarello
GILLI – 7,0 – Attento e preciso nei suoi interventi difensivi. Pericoloso quando si spinge in area avversaria nei calci da fermo.
CHIOSA – 7,0 – Comanda i tempi della difesa, da par suo. E la linea difensiva , armoniosa, si abbassa e si alza sotto la sua guida
RIGHETTI – 7,0 – Ormai è una certezza assoluta. Straripante nelle sue accelerazioni. La catena di sinistra con Ionita e Tavernelli, funziona che è una meraviglia e la sua fase difensiva è pressochè perfetta
GUCCIONE – 8,0 – Un partita sontuosa la sua. Aperture pennellate, sempre nel vivo dell’azione, trova verticalizzazioni che innescano sempre azioni pericolose. E in mezzo a tutto questo, una fase difensiva eccellente. Quando la condizione fisica è ottimale, nel suo ruolo, non ce ne è per nessuno
IONITA – 7,5 – Re Arturo, più lo vedo giocare e più mi convinco che sia stato un acquisto da dieci e lode da parte di Nello Cutolo. E’ un giocatore completo, la sua intelligenza calcistica ha fatto sì che entrasse nei meccanismi della squadra in maniera istantanea. Sempre pronto allo scambio veloce, ad aiutare i compagni.
CHIERICO – 6,5 – Sta tornando ai suoi livelli fisici ottimali, sempre nel vivo dell’azione, fa da collante tra il centrocampo e l’attacco. Peccato per lo sbaglio di quel calcio di rigore in movimento
TAVERNELLI – 7,5 – Camillo gol. Ormai ci ha fatto l’abitudine. Ma fosse solo quello. La sua prestazione è stata encomiabile sia in fase offensiva che in quella difensiva. Su quella fascia c’è il trio delle meraviglie assieme a Ionita e Righetti
PATTARELLO – 6,5 – A me sembra in crescita, magari gioca più per la squadra, si sacrifica in fase difensiva e risulta meno lucido in fase offensiva. Ma la sufficienza ampia se la merita per alcune iniziative offensive e per un recupero provvidenziale da ottimo difensore
RAVASIO – 7,0 – Una partita da centravanti moderno. Viene a prendere il pallone sui rilanci della difesa, lo protegge, lo smista e si propone in area di rigore. Ha tre occasioni colossali nel giro di cinque secondi, prima il suo tiro viene respinto dal portiere, riprende palla e la spara sul palo, la palla va ancora a lui ma il suo tiro è respinto sulla linea di porta. Iella pura
CIANCI – 6,5 – Entra bene in campo, protegge palla tenendo la squadra alta, ottimo anche in fase difensiva, dove recupera un paio di palloni in maniera provvidenziale
VARELA – 6,5 – Una voglia matta di giocare, entra nel finale e risulta imprendibile per il suo marcatore. Campo libero e la sua velocità fa saltare gli schemi difensivi. Peccato che per egoismo sprechi in maniera banale una delle tante ripartenze amaranto
MAWULI – 6,5 – Il solito Mawuli, diga invalicabile e recuperatore di palloni, gioca poco ma gioca di qualità e quantità
MISTER BUCCHI – Deve essere orgoglioso della sua squadra. Il suo carisma sui ragazzi fa sì che la squadra esprima in campo tutti i suoi concetti.
ARBITRO DI LORETO – Primo tempo arbitrato abbastanza bene. Cambia tutto, inspiegabilmente al rientro in campo delle squadre, da quel momento cinquanta minuti arbitrati a senso unico, nel dubbio, punizione per i bianconeri, valutazioni e punizioni invertite, sempre a tinte bianconere. Davvero inspiegabile questa metamorfosi
PUBBLICO – Non c’era il tifo organizzato per la nota protesta, ma abbiamo assistito ad un tifo genuino, spontaneo. I cori e gli incitamenti non sono mancati. Naturalmente non erano coordinati come quando sempre, ma una volta l’incitamento proveniva dalla curva ed era raccolto dalla tribuna e, altre volte era la tribuna a dare il via al coro, seguito immediatamente dalla curva. E, al fischio finale c’è stata la richiesta del “sotto la curva”, ma , udite udite, anche la Tribuna ha chiamato i giocatori...sotto la tribuna
ARCOBALENO – Credo che, fatemi sognare, dal cielo, abbiano apprezzato……
Riccardo Bonelli

AREZZO - JUVENTUS N.G. 1-0
BELLA COME L’ARCOBALENO
25 GENNAIO 2026 - Minuto novantacinque, nel cielo appara un arcobaleno, l’arbitro fischia la fine e l’Arezzo, dopo una delle più belle prestazioni al Citta di Arezzo, conquista la sua quarta vittoria consecutiva.
Un solo gol di differenza non rende l’idea della superiorità amaranto al cospetto di una formazione composta di giovani di talento ma che sono riusciti una sola valta a tirare in porta.
Di contro, la squadra amaranto ha macinato gioco, il campo, perfetto, ha consentito giocate di classe, aperture, scambi veloci.
Dopo qualche minuto di studio, l’Arezzo ha preso possesso del campo, ed il gol di Tavernelli è stato solo la logica conseguenza della superiorità.
Nella ripresa, i primi cinque minuti sono stati un concentrato di emozioni. Quattro occasioni, un triplice tentativo di mettere la palla in rete ma prima il portiere, poi il palo ed infine un salvataggio sulla linea hanno impedito il raddoppio dell’Arezzo.
Poi, una splendida combinazione Tavernelli Righetti mette in condizioni Chierico di calciare un rigore in movimento, ma il portiere salva.
Poi, fino alla fine è una lezione di collettivo che l’Arezzo dà ai giovanotti bianconeri.
E’ festa al Città di Arezzo, con la squadra sotto la Curva e poi, chiamata a gran voce sotto la tribuna.
Riccardo Bonelli

A PRANZO CON L’AREZZO

Domenica è davvero un pranzo di gala calcistico: l’Arezzo arriva al match da capolista solida, con margine su Ravenna e Ascoli, ma con un campionato ancora lungo e pieno di trappole
L’Arezzo si è costruito un vantaggio in classifica su Ravenna e Ascoli, ma il campionato di Serie C Girone B è lungo 38 giornate e la pressione va tenuta alta fino alla fine.
Continuare a “marciare” significa non solo vincere le partite, ma anche mantenere sempre quella distanza psicologica che logora chi insegue: il potere logora chi non ce l’ha, e oggi il potere sportivo nel girone ce l’hanno gli amaranto.
Buon appetito!
Riccardo Bonelli.