ASCOLI – AREZZO, UNA SFIDA CHE PROFUMA DI B
La partita Ascoli-Arezzo al Del Duca è uno degli incontri più attesi della stagione: la posta in palio è altissima, dato che entrambe le squadre puntano alla promozione nella serie B. L’atmosfera sarà da grande evento, con oltre 11.000 spettatori (600 aretini), a conferma del seguito appassionato che circonda la sfida.
Dal punto di vista tecnico, si affrontano squadre ambiziose e ben organizzate, con l’Ascoli che vuole accorciare sulla capolista Arezzo e gli amaranto guidati da Bucchi che difendono il loro primato.
Entrambe le squadre prediligono il gioco offensivo e di qualità, senza snaturarsi di fronte all’avversario, rendendo il match una vera esibizione di "fioretto" più che di "spada" tattica. È una sfida tra miglior attacco (Arezzo, 28 gol) e miglior difesa (Ascoli), il che eleva ulteriormente la posta e il livello tecnico dell’incontro
È la tattica dei forti: nessuna delle due gioca in funzione dell’avversario, ma per esaltare la propria identità. Uno scontro che promette intensità, classe e spettacolo davanti a una cornice di pubblico da categorie superiori .
Nessuna limitazione alla trasferta, dicevamo. Purtroppo lo stadio di Ascoli è in ristrutturazione e sono solo poco meno di seicento messi a disposizione dei tifosi aretini. Inutile dire che sono stati polverizzati in poche ore.
Il Presidente Passeri, in un suo lungo messaggio ha perorato la causa a favore delle trasferte dei tifosi, senza limitazioni, invitando gli organi di controllo ad essere meno inflessibili e più propensi a non limitare la libertà delle persone
Purtroppo l’Arezzo si presenterà a questo appuntamento con diverse defezioni, sicuramente out Mawuli, Renzi, Iaccarino, in forse Ravasio e Dell’Aquila.
Ma la rosa è una rosa importante, creata appositamente per sopperire a queste evenienze del tutto probabili durante una stagione.
Ma Mister Bucchi dovrà cercare un sostituto a Mawuli, che, per caratteristiche e presenza in campo, un vero sostituto non lo ha.
Meli o Perrotta potrebbero essere due opzioni possibili.
Riccardo Bonelli

ASCOLI - AREZZO 0-2
L’Arezzo espugna il Del Duca con un due a zero che non ammette repliche.
Repliche che non mancheranno tra gli ascolani, ne sono sicuro
Ma basterebbe il risultato per zittire tutto e tutti, gli amaranto in versione speculare, hanno sfoderato una prestazione che ha unito, sagacia tattica, grinta, personalità, capacità illimitata di saper soffrire e quell’istint killer che in queste partite così equilibrate fanno la differenza.
L’Arezzo, sbalordisce partita dopo partita, e mister Bucchi è un giocatore di scacchi a livello di Kasparov, uno scacco matto a Tomei sul piano tattico.
Dopo un primo tempo equilibrato senza sostanziali occasioni da rete, nella ripresa gli amaranto si sono abbassati, l’Ascoli ha alzato il baricentro , ma quell’Arezzo costretto sulla difensiva (difesa ad oltranza per il cronista SKY) ha attirato i bianconeri nella sua trappola, scoprendo la difesa ed aprendo squarci letali per Pattarello e Chierico.
L’Arezzo stravince anche il secondo scontro diretto in trasferta, diecimila ascolani sovrastati dai seicento aretini, specie nel finale, quando oltre alla testa, hanno abbassato anche la voce.
Che dire, se non che, se ce ne fosse ancora bisogno, questa squadra è una GRANDE SQUADRA !
Riccardo Bonelli

ASCOLI - AREZZO, LE PAGELLE DI RICK

Premetto, partirò dal sette, partita e risultato lo meritano e i due gol sono stati bellissimi
Mister Bucchi versione Kasparov, dà scacco matto a Tomei in due mosse. Nel primo tempo, una squadra ultra offensiva che non permette all’Ascoli di sbilanciarsi per paura di scoprirsi.
Nella ripresa l’Arezzo cambia veste, si mette sulla difensiva, l’Ascoli abbocca, alza il baricentro dando possibilità all’Arezzo di avere ampi spazi per ripartire.
Per Mister Tomei, “dominio ascolano per novanta minuti” dichiarazioni che fanno godere...
MUOVI IL CAVALLO E DAI SCACCO MATTO AL PICCHIO!
VENTURI – 7,5 – Una bella parata, sempre preciso nelle uscite, meno pericoli di quanto, forse, si aspettasse.
DE COL – 7,5 – Partita sontuosa la sua, visto l’avversario che aveva di fronte. Preciso e puntuale nei suoi interventi, la miglior prestazione in maglia amaranto, degna dei suoi trascorsi
GILLI – 7,0 – Grinta, determinazione e cattiveria, armi che oggi hanno fatto la differenza sugli avversari
CHIOSA – 7,0 – Anche se non al meglio, la sua presenza in campo si fa sentire per tutto il reparto arretrato. Gioca soffrendo, ma solo fisicamente, perché in quanto a personalità ha fatto soffrire gli altri
RIGHETTI – 7,0 – Perde un pallone velenoso e ci fa prendere un grosso spavento ed allora mi sono immaginato che tutti mi avrebbero atteso al varco per il voto. Poi pennella un gran pallone per il gol di Pattarello ed ho tirato un sospiro di sollievo
GUCCIONE – 7,0 – Rientro importante, il suo, per mettere ordine a centrocampo. Dicono che al momento che Bucchi ha dato la formazione si sia spaventato per essere solo con Chierico a sorreggere il centrocampo amaranto. Poi il campo lo ha rassicurato, la solita direzione di orchestra.
CHIERICO – 8,5 – Un centrocampo a due? Ce li mangeremo vivi avranno pensato ad Ascoli, senza sapere che Chierico conta per tre. Onnipresente, immarcabile, Cento minuti di moto perpetuo ed un grandissimo gol. Immaginatevi Chierico inseguito da due picchi ascolani che non lo prendono, immaginatevi Vitale che gli si fa incontro e Chierico che lo supera con uno scavetto…… Immaginatevi, la realtà.
TAVERNELLI – 7,5 – Encomiabile il suo spirito di sacrificio. Una partita di dedizione assoluta alla maglia amaranto. Camillo usa tutte le sue energie per difendere, collegare, attaccare, a destra , al centro, a sinistra. GRAZIE CAMILLO!
VARELA – 8,0 – Pronti via e te lo ritrovi terzino sinistro, con licenza di ripartenza. Bravo in fase difensiva, bravo nel ripartire. Nella ripresa, quando Bucchi tira l’amo con l’esca a Tomei (che abbocca) ha ampia libertà di scorrazzare per il campo e per lui, è come liberare un cavallo dalle briglie. La sua velocità è troppo alta per i difensori ascolani e Momo apre spazi e varchi, inseguito vanamente,
CIANCI – 7,0 – Rizzo trova pane per i suoi denti, Cianci non si fa intimorire ed, anzi, randella per primo. Naturale che entrambi risultino ammoniti. Un primo tempo con elmetto e clava, difficile farsi largo nella miglior difesa del campionato. Non sfigura
PATTARELLO – 8,0 – Un primo tempo in cui è più per terra che in piedi, i giocatori bianconeri non fanno sconti e lo sballottano per le terre. Emiliano, se la lega al dito e, nella ripresa, mette in ginocchio l’Ascoli con una girata al volo che non dà scampo a Vitale. Bravissimo nell’azione del gol, meno nell’esultanza con una prima capriola riuscita malissimo… poi ci riprova e gli riesce meglio, ma è un gesto pericoloso
GIGLI – 7,0 – Nel finale l’Ascoli mette palloni su palloni a centro area, lui li intercetta tutti, disinnescando quell’arma bianconera.
RAVASIO – 7,0 – Mal di schiena permettendo, entra in campo e fa sentire la sua presenza per tenere alta la squadra e far rifiatare la difesa.
TITO – 7,0 – Il clima di battaglia lo esalta, da quella parte non passa nessuno e se passa….. cade….Sempre pronto alla battaglia
MAWULI – 8,0 – Rick, ma come ti permettiti di darli quel voto per i minuti in cui ha giocato? In quei minuti abbiamo capito, se ancora ce ne fosse stato bisogno, di quanto sia importante la sua presenza in campo. L’uomo mascherato da piovra si è trasformato in spazzino, ripulendo la propria metà campo con interventi decisi e atti , veramente, a spazzare e lanciare il pallone lontanissimo.
MISTER BUCCHI – Leggi la formazione iniziale e ti prende quasi un coccolone. Due centrocampisti, tre mezze punte ed una punta. Mister Tomei non si aspettava tanto ardire e, dico la verità, nemmeno io. L’Ascoli ci mette un tempo per capire come eravamo schierati e, finalmente, quando lo ha capito, Bucchi cambia ancora tutto e per i bianconeri è un punto e a capo. Anzi, il nuovo assetto, difensivo, è parso agli avversari una sorta di paura di resa incondizionata. Niente di più falso e ingannevole, era solo un modo per aprire le maglie dell’Ascoli, e quando la difesa si è trovata poco coperta, ha sofferto, ha preso due ripartenze, ha preso due gol, ha perso la partita. Chiaro, no?
CURVA MINGHELLI - Alla fine diecimila in silenzio e i tifosi amaranto che hanno preso possesso del Del Duca...... eran 10.000 eran giovani e forti e......
Riccardo Bonelli
LA SERIE C SENZA PACE -
RIMINI ESCLUSO, TERNANA IN BILICO, LA SAMBENEDETTESE ESONERA MISTER PALLADINI

E' di oggi la notizia che il Rimini è stato escluso dal Campionato. una notizia che non ha sorpresa nessuno, era solo questione di tempo. Quel tempo che si è preso Il Presidente Marani che ha fatto finta di non vedere quanto la situazione della società fosse compromessa già prima della iscrizione.... e saremmo curiosi di capire come è stata possibile accettarla senza accettarsi. Classifica rivoluzionata, giornate con squadre che riposeranno.
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Poi c'è la Ternana, anch'essa doveva essere attenzionata al momento dell'iscrizione. Poi arriva la Famiglia Rizzo, alla quale della Ternana non importa un emerito fico secco. Le mire sono ben altre, e non quali se non quella di aprire l'ennesima clinica del suo impero? C'era un progetto pronto, solo da mettere in esecuzione. Già così poteva essere una situazione strana. Poi quando in società è entrato il Viperetta Ferrero che ha completato la situazione comica che si era creata, mettendo alla berlina Terni, derisa da tutti per gli interventi di quel personaggio. Caro Marani, quanti disastri dovrai fare ancora prima che tu lasci, finalmente la tua poltrona?
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Dulcis in fundo, oggi è caduta la testa di un altro allenatore, proprio quella del prossimo avversario dell'Arezzo. Mister Ottavio Palladini è stato esonerato. Amen
Riccardo Bonelli
AREZZO-SAMBENEDETTESE 1-0

L’AREZZO VINCE MERITATAMENTE MA….
Tre punti dovevano essere e tre punti sono arrivati davanti a più di cinquemila spettatori, anche se questo muro è stato superato grazie anche ai tifosi marchigiani
Una partita dominata dall’Arezzo, ma il “MA” del titolo ha un suo perché.
Nonostante il predominio assoluto, l’Arezzo ha tirato nello specchio della porta (dico in maniera seria) solo in occasione del rigore trasformato da Pattarello.
Di contro la Sambenedettese, dopo un cross sballato di Sbaffo che ha costretto Venturi ad un colpo di reni per deviare la palla in angolo, non si è nemmeno mai avvicinata al tiro in porta.
Detto questo, è evidente che non sia stata una bella partita.
L’Arezzo ha manovrato abbastanza bene fino ai sedici metri, da lì in poi non ha mai azzeccato una soluzione efficace. Manovra troppo compassata che consentiva ai marchigiani di chiudersi a riccio e chiudere le linee di passaggio.
E’ qui che l’Arezzo non ha saputo fare male.
Clamorosa è stata la situazione in cui ad un metro dalla porta Mawuli e Pattarello si sono catapultati sul pallone , scontrandosi e vanificando un gol praticamente fatto
Non ha saputo fare male nemmeno quando la Sambenedettese, sotto di un gol, era rimasta in dieci.
Cianci, accanto a me, per un piccolo problema muscolare, Varela centravanti che non ha convinto ed un Ravasio entrato in campo come sarebbe entrato Enrico Toti……
E quando, in contemporanea non girano Guccione, Pattarello e Tavernelli, le luci faticano ad accendersi.
Fortunatamente c’è un monumentale Mawuli a darci certezze assolute ed una difesa granitica che ha concesso solo le briciole a Sbaffo e Eusepi.
Ma alla fine del salmo contava vincere per mantenere la testa della classifica e presentarsi a Livorno come tali.
Ancora una volta il secondo tempo è la “ZONA AREZZO”
A questo punto del campionato conta solo vincere, per cui, missione compiuta
Riccardo Bonelli
AREZZO-SAMBENEDETTESE, LE PAGELLE DI RICK
Partiamo dal presupposto che l’importante è vincere, figuriamoci , poi, nella settimana in cui gli amaranto si son visti cancellare i 3 punti.
L’Arezzo non ha giocato una gran partita, anzi… lo dico io che non conto una beata piccia, ma lo conferma Bucchi che non ha visto un Arezzo brillante e che, in settimana ha dovuto combattere contro problemi fisici dei suoi giocatori. Niente alibi, ma se Tavernelli va in campo solo per il suo attaccamento alla maglia, se Cianci invece che in campo o in panchina era a sedere accanto a me per un piccolo (speriamo) problema fisico causa affaticamento, se Chierico avrebbe un maledetto bisogno di una poltrona per riposare, ecco che quando dico che contano solo i tre punti….
Una partita sporca, tanti, troppi errori, specie nei sedici metri finali, ma senza correre il benché minimo rischio.
VENTURI – - 6,5 - La sua partita come giocatore dura un paio di minuti, il tempo di un colpo di reni per mettere sopra la traversa un cross sbagliato di Sbaffo. Poi spettatore non pagante.
DE COL – 7,0 – Conferma di essere un difensore con i fiocchi. Il suo rendimento, adesso, è su standard alti. Una grande chiusura difensiva, nel finale, conferma quanto sopra.
GILLI – 6,5 – Partita senza problemi, Eusepi e Sbaffo erano in campo, ma non erano in campo.
CHIOSA – 6,5 – Partita senza problemi, Eusepi e Sbaffo erano in campo, ma non erano in campo. Mi sono ripetuto? OPS
RIGHETTI – 6,0 – Aveva l’unico avversario ostico della Sambenedettese, Tourè, ed ha faticato a contenerlo. Poco efficace anche in fase offensiva
GUCCIONE – 6,0 – Primo tempo incolore, come la squadra, secondo tempo in cui era partito bene, con alcuni lanci propositivi per poi spegnersi causa fatica che lo ha portato a perdere un pallone velenoso che ha convinto mister Bucchi che il segnale era chiaro
TAVERNELLI – Non me la sento di darli un voto, vorrei dargli otto per il suo attaccamento alla maglia amaranto, avendo giocato nonostante non fosse stato bene, scendendo in campo stringendo i denti
CHIERICO – 5,0 – Segna rosso fin dall’inizio, non era in riserva, di più. Ed infatti la benzina è finita molto presto
MAWULI – 8,0 – MONUMENTALE, se fosse possibile bisognerebbe clonarlo. Nonostante la maschera che non credo sia facile da portare, lotta su tutti i palloni, stranamente è più randellato che randellatore. Ma la sua presenza è un marchio di sicurezza. Non è un attaccante e, purtroppo le occasioni migliori capitano a lui, ma sarebbe pretendere troppo. Nel primo tempo si avventa su un pallone ad un metro dalla porta, pronto a metterlo in rete, ma viene abbattuto. Rigore? No, perché ad abbatterlo è stato quello che credeva un suo amico… Pattarello
PATTARELLO – 6,0 – Trasforma in maniera impeccabile il rigore, mandando il portiere dalla parte opposta, dopo esserselo conquistato.
VARELA – 5,5 – E’ ormai assodato che non può giocare in quella posizione se non, come oggi, per sopravvenuta emergenza. Non poter partire da lontano, sempre in mezzo al traffico ne inficia la sua pericolosità. A suo pro, c’è da rivedere l’azione del gol, poi annullato con molti dubbi
IACCARINO – 5,5 – C'è il vantaggio , c’è la superiorità numerica, una buona occasione per sfruttare il suo scampolo di partita….. sarebbe stata
PERROTTA – 5,0 – Uno scampolo di partita pieno di errori alcuni grossolani, alcuni pericolosi, ed un cartellino giallo, tutto condensato in pochi minuti
RAVASIO – Anche per lui non me la sento di dare un voto. Troppo evidente come non sia in una condizione nemmeno lontanamente accettabile.
TITO – 6,0 – Mette in campo l’esperienza, quanto basta
MISTER BUCCHI – Lucidissimo nell’analizzare la prova dell’Arezzo. Il primo tempo gli è piaciuto poco, il secondo...anche meno. Sicuramente le assenze e le presenze/assenze sono cosa non da poco. Ma la gestione del vantaggio con l’uomo in più e, assolutamente, d a rivedere
Riccardo Bonelli

BIGLIETTI DA VISITA
Mancano tre giornate alla fine del girone di andata, poi si aprirà la sessione invernale del calciomercato.
Il classico mercato di riparazione, definizione che però non coinvolge tutte le squadre. Questo è il mercato di rafforzamento, di vendite per sanare bilanci, giocatori che, a Luglio avevano la puzza sotto il naso disdegnando la serie C, adesso, saranno, con i loro agenti a supplicare qualcuno che gli dia lavoro. Apertura il 2 gennaio e chiusura il 2 febbraio, nel bel mezzo del campionato (?)
L’Arezzo, sarà chiamato ad un’opera di rafforzamento e così sarà per il Ravenna e l’Ascoli.
Il Direttore Cutolo, si presenterà all’Hotel Sheraton e non saranno solo i receptionist ad aprirgli le porte, ma, con i suoi biglietti da visita, si troverà tante porte aperte (più di quando era giocatore) saranno tanti a stringergli le mani ed accomodarsi ai loro tavoli.
Sarà accerchiato da procuratori, direttori sportivi, giocatori stessi.
Perchè i suoi biglietti da visita sono quelli di una Società sana e che guarda al futuro in campo e fuori, (tradotto in parole povere, stipendi sicuri). Biglietto da visita di una classifica allettante, di un allenatore allettante, di una rosa allettante.
Non dovrà essere Aniello a pregare, ma spetterà ad Aniello poter scegliere e poter imporre i suoi NO. E non è cosa di poco conto.
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V.F.S.
Uno strumento innovativo in serie C e come tale, pieno di pecche rivedibili e correggibili, ma che è un’arma che, se usata nel modo giusto e con maggiori apporti tecnologici, può portare i suoi benefici.
Purtroppo, guardando quasi tutte le partite della serie C, ho potuto fare una casistica delle situazioni nelle quali l’allenatore si gioca le card per la revisione.
Vengono richieste revisioni assurde per falli da gioco in cui si richiede l’espulsione anche quando è evidente che non si può usare il cartellino rosso per ogni fallo.
Ieri, in Vis Pesaro-Ascoli, nel finale di partita un giocatore della Vis è stramazzato al suolo dopo essere stato sfiorato, spalla a spalla con un giocatore ascolano, tenendosi la faccia e rotolandosi a terra. Era evidente e sola come fosse una simulazione bella e buona. Arbitro al VAR e cartellino giallo contro la Vis, clamoroso come l’arbitro, già in diretta non lo avesse giudicato come tale.
Si usano le card nei finali di partita, per perdere tempo, per spezzettare il gioco, per futili motivi.
Prendiamo poi il caso del gol annullato a Varela. Il contrasto tra Mawuli ed il giocatore della Sambenedettese è avvenuto sotto gli occhi dell’arbitro, che ha fatto evidente segno di continuare.
Richiamato al VFS l’arbitro a ricontrollato l’azione non da due metri come era avvento in diretta, ma da una telecamera lontana almeno venti metri… qualcosa non quadra.
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L’Arezzo di questa stagione è una delle migliori squadre degli ultimi anni. Un allenatore che ha saputo creare, con i suoi modi di fare , un gruppo di amici, che lo seguono con passione, che, pur essendo in competizione tra loro, sono sempre a supporto sia quando entrano sia quando rimangono in panchina. Ed è emblematica l'immagine di Trombini che ad Ascoli scatta dalla panchina per andare ad esultare insieme ai compagni di gioco.
A Cutolo spetterà il compito di scegliere uomini/giocatori in grado di entrare nel gruppo in punta di piedi, poi ci penseranno i compagni a farlo sentire uno di loro.
Amen
Riccardo Bonelli

LIVORNO - AREZZO 2-1
GRIGIO AMARANTO
L’Arezzo esce sconfitta, meritatamente, da Livorno, dopo una prestazione opaca, ravvivata solo nei minuti di recupero.
Prima sconfitta esterna, una sconfitta che ha fatto suonare forte una campanella che, negli ultimi tempi erano solo piccoli campanellini, mascherati dai risultati.
Oggi, una cosa è apparsa certa, la squadra, nei singoli, ha mostrato un livello fisico deficitario.
Due gol presi a difesa schierata, frutto di un errore di Venturi (anche se il tiro è stato deviato) ed una dormita generale sul secondo gol, viziato, forse, da un fuorigioco.
Credo che il secondo gol sia una topica arbitrale, che, pur andando al monitor non è riuscito a vedere il fuori gioco di Noce
Ma possiamo stare a discutere e trovare un pretesto per coprire i nostri errori, dall’errore arbitrale che comunque è apparsa una topica presa anche dopo la revisione al monitor
Il Livorno di Venturato è tutt’altra cosa rispetto a prima, ma questo non può giustificare la netta differenza vista oggi in campo.
Nessun dramma, per carità, l’Arezzo sta facendo un campionato eccellente, una sconfitta esterna può starci, ma sottovalutare i problemi che sono emersi oggi sarebbe deleterio.
Una partita nervosa, infarcita di falli, l’Arezzo non doveva abbassarsi a questo livello, invece, specie nel primo tempo, è stato fatto di tutto per favorire il Livorno.
Ma nell’arco di questa partita sono emersi tanti, troppi errori di passaggio, di disimpegno, sempre secondi sulle seconde palle.
E, nonostante tutto, nonostante la prova deludente, Seghetti ha compiuto tre parate, di cui una miracolosa su Pattarello.
Al minuto 103 Pattarello timbra il cartellino (in colpevole ritardo) trasformando il rigore del due a uno.
Nessun dramma, ma nessun dorma……..
Riccardo Bonelli

LIVORNO-AREZZO, LE PAGELLE DI RICK
Se non fossimo una squadra forte e consapevole dei propri mezzi, potremmo dire che l’arbitro ha condizionato la partita quando sull’uno a zero per il Livorno ha convalidato il raddoppio segnato in evidente fuorigioco, nonostante l’arbitro abbia avuto la possibilità di rivedere al monitor quanto fosse realmente in fuorigioco.
Detto dell’errore dell’arbitro, dobbiamo, realisticamente commentare gli errori (tanti) della squadra amaranto. Una prestazione grigia, una condizione atletica che appare preoccupante.
Sono rammaricato, ma non sono preoccupato, o meglio, qualche campanellino d’allarme sulla condizione atletica era già suonato, mascherato dai risultati. Ma fare drammi per una sconfitta, proprio no!
VENTURI – 5,0 – Prende due gol nei due tiri in porta del Livorno. Sul primo gol, la deviazione di Guccione lo sorprende, anche se appare poco reattivo. Nel finale, a gioco fermo, poteva evitare quella entrataccia su Antoni che ha surriscaldato gli animi con Venturi sonoramente fischiato ad ogni tocco di palla
DE COL – 5,0 – Passo indietro, poco cattivo, troppe volte anticipato. Fuori posizione sull’azione del primo gol
GILLI – 5,0 – Non può dimenticarsi di Dionisi sul più bello, lascia al centravanti strada libera per poter battere a rete. Errore che un difensore non può mai commettere
CHIOSA – 6,0 – Nella giornataccia amaranto è uno dei pochi a non perdere la bussola
TITO – 4,5 – Prestazione disastrosa. Nella sua fascia i livornesi fanno i loro porcacci comodi. Si intestardisce a crossare dalla tre quarti palloni lenti e prevedibili. Una volta che cambia fascia perde un pallone velenoso innescando una ripartenza in cui Gilli si trova da solo contro Dionisi e Di Carmine. Palla che sfiora il palo a portiere battuto
GUCCIONE – 5,0 – Il centrocampo livornese se lo è letteralmente mangiato, con le buone e con le cattive. Filippo si è innervosito ed ha continuato a giocare più con la bocca che con i piedi. La condizione atletica lo penalizza
MAWULI – 6,0 – Lottatore indomito, per quanto riguarda la parte agonistica la fa da leone, purtroppo non basta e se costringe Bucchi a doverlo sostituire per una ammonizione stupidissima….
CHIERICO – 5,0 – Una partita grigia che più grigia non si può. Ma sta tirando la carretta da tanto, troppo tempo e se Mister Bucchi lo mette sempre in campo, il motivo è evidente e dovrà essere risolto a gennaio
CIANCI – 4,5 – Rifila una gomitata sulla quale, fortunatamente, il Livorno non chiede la revisione VFS. Il primo gol del Livorno nasce da un suo passaggio sbagliato con l’Arezzo sbilanciato. Non prende una palla di testa in tutta la partita ed il solo ricordo che ho di lui è un tiro che impegna seriamente Seghetti.
TAVERNELLI – 5,0 – Se le gambe non girano, Camillo diventa un giocatore normale, come ce ne sono tanti, nel suo ruolo in serie C. Anche lui tira la carretta , anzi il carro e oltretutto non trova in Tito assistenza. Anche per lui lo stesso discorso, Mister Bucchi lo mette sempre in campo…… gennaio è vicino
PATTARELLO – 6,0 – Fino al minuto 100, era una partita da quattro in pagella. Poi, in un minuto prima con una giocata magnifica impegna Seghetti in una miracolosa deviazione in angolo. Sull’angolo mani in area e rigore solare. Ma l’arbitro, che aveva visto benissimo in campo, al monitor sembra tergiversare, ma non sappiamo su cosa. Fatto sta che Pattarello può battere il rigore dopo una lunghissima attesa, ma non sbaglia. Come passare dal quattro al sei in un minuto
RIGHETTI – RAVASIO – VARELA – MELI – IACCARINO – 5,0 entrano e si adeguano...colpevolmente, e Iaccarino e Meli, sono, purtroppo , recidivi
MISTER BUCCHI – Ha 22 titolari, ma alla fine giocano sempre i soliti, ed allora inutile chiamare titolare chi sta sempre in panchina. La verità è che il Mister si fida ciecamente solo del suo undici, dodici, tredici. Fortunatamente gennaio è vicino
DI FRANCESCO – il signor Titubantis, dopo la svista dell’assistente Bocelli, va al monitor, dove si vede chiaramente il fuorigioco di Noce , al momento di colpire di testa e mettere in rete. Ma sul fuorigioco al monitor, fa il Ponzio Pilato, fa finta di non vedere e convalida il gol. Non solo, rivedere il gol era di competenza dell’operatore VFS che avendo notato l’irregolarità aveva richiamato l’arbitro….. Fa finta di non vedere, penso non ci sia nulla da aggiungere. Lo stesso Titubantis, vede, in diretta e da vicino un colossale fallo di mano di un giocatore del Livorno in area e concede il rigore. Richiamato al monitor, pensavo fosse una faccenda da sbrigare in pochi secondi. Invece, quello che aveva visto bene da vicino, al monitor viene assalito da mille dubbi e la decisione arriva dopo interminabili minuti.
A Ascoli e a Ravenna, dopo aver pianto tanto, sarà tornato il sorriso
Riccardo Bonelli

IL GIOCO DELLE COPPIE, ANALISI LOGICA
L’Arezzo, perde la sua seconda partita, perdendo l’imbattibilità esterna che durava da inizio campionato.
Al netto delle sviste (eufemismo) arbitrali che pure hanno avuto il suo peso specifico, dobbiamo ammettere che gli amaranto hanno giocato, forse (io direi sicuramente) la peggior partita di questo campionato.
Ci sta, come ci sta il calo fisico che aveva già fatto capolino nelle precedenti prestazioni, mascherate dai risultati positivi.
A scanso di equivoci, son qui a esporre la mia analisi senza nessuna intenzione di fare polemiche.
E ci mancherebbe altro, visto il magnifico campionato che stiamo disputando..
Volevo focalizzare, e dal titolo e la vignetta, si può già capire, quanto sia sì profonda la nostra rosa, ma che, sostenere che abbiamo ventidue titolari, lo possono fare gli addetti ai lavori all’interno della società, ma, dal di fuori, io penso che ognuno di noi sappia che non è così.
Mister Bucchi, si è sempre affidato, fin dalla prima giornata ad un gruppo di undici, dodici, tredici, forse quattordici giocatori, sempre titolari al netto di squalifiche ed infortuni.
Poi c’è una panchina di lusso, innegabile dire il contrario, e su quella panchina sono sedute le riserve, magari brutto a dirsi, ma anche dire altrimenti-titolari lo è di più
Ed allora, gioca sempre Venturi (qui il discorso si fa complicato), giocano sempre gli stessi centrali Gilli e Chiosa, a centrocampo Guccione, Mawuli e Chierico sono titolari per meriti acquisiti.
Pattarello e Tavernelli sulle fasce, difficile farne a meno.
Ecco quindi che le formazioni iniziali, a differenza di quando c’era Mister Indiani, sono ben intuibili, sempre considerando infortuni e squalifiche.
Io sono un fan dello zoccolo duro, la formazione tipo di questo Arezzo è sicuramente la migliore nel girone, però, molti di loro stanno tirando la carretta da tempo e stanno mostrando qualche difficoltà atletica...ci sta.
Mister Bucchi ha, come detto, cambi di qualità… ma sempre cambi sono, sempre dalla panchina partono, perché nessuno di loro ispirano il tecnico a schierarli dall’inizio.
E si che Trombini è un signor portiere, Gigli e Arena sono due centrali che giocherebbero titolari in qualsiasi squadra.
Discorso diverso per i tre centrocampisti, Guccione, Chierico e Mawuli, al momento, non hanno elementi con le stesse caratteristiche da poter impiegare, Meli, Perrotta, Ferrara le alternative….
Il discorso degli esterni alti Tavernelli e Pattarello è un po’ più complesso e chiamano in causa anche il ruolo del centravanti, Ravasio o Cianci che sia, dato che sono giocatori “uguali”
E si sa come il ruolo del centravanti ad Arezzo sia un ruolo complicato, al quale viene chiesto, più che fare gol, lavorare per la squadra… e se segnano gli altri, fin che segnano gli altri, tutto va bene.
Perchè se il compito di Cianci-Ravasio, fosse solo quello di stazionare in area e raccogliere i palloni indirizzati dai compagni….
Perchè? Perchè Pattarello e Tavernelli giocano a piedi inverti, succede solo nel calcio, perché altrimenti, nella vita si parlerebbe di persone con gravi handicap motori
Si va poco sul fondo, ci si accentra e si va al tiro, si va, sovente al gol , questa è la forza dell’Arezzo, ma anche un limite visto dalla prospettiva di Cianci-Ravasio.
Solo una mia opinione che vale zero al cospetto di Mister Bucchi, un tecnico che adoro….
E poi ci sono i numeri che non mentono e sono tutti a favore dell’Arezzo, e i numeri sono la cosa più importante sia con il segno più come punti in classifica, gol fatte, vittorie ottenute e con il segno meno, come gol subìti, sconfitte
Ma ascoltare qualche piccolo campanellino che è cominciato a suonare è necessario.
Le altre squadre ci hanno studiato, non ci attaccano più alte, ma ci aspettano.
Vanno in pressione asfissiante solo su Guccione e cercano di raddoppiare i due esterni.
Alcuni giocatori hanno mostrato segnali evidenti di logorio fisico.
Dove voglio arrivare? A Gennaio è, fortunatamente è vicino, nessun dorma.
Lunedì’ 15 dicembre, cenate prima e poi, riempiamo lo stadio!
Riccardo Bonelli

NIENTE MANI AVANTI
Il Pineto è avversario ostico, ha delle buone individualità, è una squadra scorbutica, il Pineto è la nostra bestia nera, può metterci in difficoltà.
Non mettiamo le mani avanti
Due sole sconfitte, miglior attacco, seconda miglior difesa, Pattarello capocannoniere del torneo: numeri che raccontano una capolista vera, non una sorpresa passeggera. Ecco perché mettersi le mani avanti è l’esercizio di chi non crede fino in fondo nelle proprie possibilità, non certo di chi vuole restare lassù fino a maggio.
Contro il Pineto non basta vincere: dobbiamo vincere e convincere, spegnendo quei campanellini d’allarme che finora il fragore delle vittorie ha coperto, ma non cancellato. Lo scampanellio si è sentito forte e chiaro a Livorno: più del risultato, è stata la prestazione a ricordarci che appena abbassiamo intensità e concentrazione ci facciamo male da soli.
Lunedì sarà interessante vedere se Mister Bucchi effettuerà dei cambi di formazione che imporranno anche dei cambi di atteggiamento tattico, pur mantenendo il 4-3-3 di base, poichè i giocatori che ha a disposizione in panchina hanno caratteristiche diverse, pur giocando negli stessi ruoli
Per questo eventuali cambi di uomini non sarebbero solo rotazioni, ma veri micro‑aggiustamenti tattici che potrebbero cambiare volto alla partita pur restando dentro il vestito del 4‑3‑3.
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Chiudo con una opinione personalissima che riguarda non solo Mister Bucchi, ma l’intero settore tecnico e anche quello societario.
Mi riferisco a Luca Trombini, un patrimonio societario e tecnico tenuto sotto naftalina, ingiustamente, dico io.
Alzi la mano chi, a Luglio, se avesse dovuto fare un nome di titolare fisso non avesse pensato a Trombini, che ad Arezzo è cresciuto tanto, fino a diventare uno dei migliori portieri della scorsa stagione.
Adesso che non c’è più nemmeno la Coppa Italia…. Cui prodest?
Riccardo Bonelli

AREZZO - PINETO 3-3
AREZZO E LA TELA DI PENELOPE, COMMEDIA IN TRE ATTI
ATTO PRIMO – IL VITTIMISMO
Consentitemi, ogni tanto , di fare del vittimismo
Mai vista una squadra, il Pineto, così antisportiva. Mi vergognerei se i miei giocatori si comportassero in quel modo.
Con i loro atteggiamenti, manfrine, perdite di tempo, svenimenti in campo, hanno fatto sì che, specie nel secondo tempo non ci siano mai stati più di un minuto di gioco continuato.
E qui entra in scena il signor Salvatore Viapiana, giunto fin qui dalla lontana Catanzaro, per poter dimostrare tutta la sua incapacità .
Ha permesso al Pineto di fare tutti i porci comodi, ha condizionato subito la partita con un episodio dubbio, con Tavernelli lanciato a rete e fermato fallosamente.
Deve essere chiamato alla revisione per prendere una decisione…. Il rigore è dubbio perché il fallo potrebbe essere iniziato fuori area, ma l’espulsione era logica e sacrosanta a rigor di regolamento.
Tale Viapiana concede la punizione dal limite e grazia il giocatore del Pineto sventolandogli il giallo.
Nella ripresa il signor Mediocrità lascia giocare senza vedere e sanzionare calci e calcioni, ma sempre pronto a fermare il gioco ogni volta che un giocatore del Pineto sveniva in campo.
Penso che con la sua condotta abbia battuto tutti i record negativi di tempo giocato in quarantacinque minuti. A occhio e croce il tempo effettivo varia tra i 10 e i 15 minuti
LA SAGRA DEGLI ERRORI (orrori)
Nel primo tempo l’Arezzo ne ha combinate di tutti i colori, palloni sbucciati (vero Guccione?) , scivoloni (vero Arena?) errori macroscopici (vero Gilli?) , portiere che entra con i piedi facendo fallo e non buttandosi con le mani sui piedi dell’attaccante (vero Venturi?) fino agli errori disarmanti (vero Righetti?)
Un concentrato di errori che difficilmente si vedono in una partita, figuriamoci in 45 minuti.
Due rigori regalati, tre gol regalati, altrimenti il Pineto avrebbe segnato l’anno del mai
E tra gli orrori, vorrei citare anche l’impresentabile maglia con la quale i giocatori sono scesi in campo
L’AREZZO CHE CI PIACE
Un Arezzo da battaglia, indomito, un Arezzo che in fase offensiva ha dato il meglio di sé, tre gol di pregevole fattura, tre miracoli di Tonti a negare il gol, almeno altre cinque o sei occasioni in cui il pallone è sfilato ai lati della porta di un niente.
L’Arezzo sbiadito di Livorno, fortunatamente, è solo un ricordo. E’ tornata la squadra che gioca e crea tantissime occasioni, ma stasera ha dovuto combattere anche contro se stessa.
Solo un punticino, che diventa un punto importante se ricollegato alla sconfitta del Ravenna.
P.S. Lo sfogo del Presidente l’ho trovato fuori luogo nella misura in cui si e’ lamenta dei dei torti arbitrali, sottacendo che, senza i nostri orrori difensivi, l’Arezzo avrebbe vinto tranquillamente la partita
Riccardo Bonelli

AREZZO - PINETO, LE PAGELLE DI RICK
Fa tutto l’Arezzo, il Pineto non ha giocato, ha solo ringraziato per gli errori e si è visto in campo esclusivamente per le sceneggiate che sono andate oltre la lealtà sportiva e maledetto chi ha detto che il fine giustifica i mezzi
VENTURI – 5,0 - Prende tre gol, su due rigori e non ha colpe specifiche. Ma sulla azione del primo rigore, un portiere esce sui piedi del giocatore lanciato a rete gettandosi sui suoi piedi con le mani e mai entrando da difensore, stendendo l’avversario… ma lui è stato preso per giocare con i piedi…...dimenticavo. TIC TOC TIC TOC….. DRIIINNNN penso che sia arrivata l’ora…..
DE COL - 7,0 – Era, senza dubbio, il difensore più in forma e, ella primissima parte dell’incontro lo aveva dimostrato, suggellando la sua mini prestazione con un bel gol. Poi, dato che la maledizione degli infortuni ha calato la sua accetta su di noi… alza bandiera bianca
GILLI – 4,5 – Male da centrale, malissimo da esterno. Una prestazione da incubo, che ci fa tornare indietro di un anno.
CHIOSA – 5,0 – l difesa balla e lui non si sottrae al ballo. Ma quello che più mi ha indispettito è il fatto che, essendo il capitano, avrebbe dovuto alzare i toni e far valere le sue ragioni con il direttore di gara…. E non lo ha fatto, e si che di ragioni da rivendicare è stata piena la partita
RIGHETTI – 4,0 – Un disastro totale, condita con l’ingenuità sul fallo da rigore. Una trattenuta effettuata con la palla nelle mani di Venturi. Prima e dopo quell’episodio, peggio mi sento
ARENA – 5,0 – Entra a sostituire De Col, scarpette slick, senza tacchetti, e sul liscio di Guccione, potrebbe intervenire per liberare, invece, mancando l’aderenza, scivola e la frittata è fatta.
MAWULI – 7,5 – Ormai che dire di più se non ripetere che andrebbe clonato. Un gigante per tutta la partita, oltretutto, ieri sera ha fatto l’ala aggiunta, il centravanti aggiunto, il suggeritore aggiunto.
GUCCIONE – 6,5 – Fino a che lo ha sorretto il fiato, il solito direttore d’orchestra, detta i tempi di gioco, calamita su di sé i palloni, insomma il Guccione di sempre. Poi, finita la benzina, i passaggi li fa tutti indietro invece che avanti. Non è la stessa sensazione di Bucchi che toglie Iaccarino e lascia in campo un Guccione sulle gambe
IACCARINO – 7,0 – La miglior prestazione in maglia amaranto, ispiratore delle manovre offensive, viaggia tra le linee cercando spazi liberi per gli inserimenti. Tolto, a mia opinione, ingiustamente, nel finale.
PATTARELLO – 4,5 – Perde la sfida con Bruzzaniti, stavolta non c’è nemmeno un rigore da battere e che avrebbe salvato la sua prestazione. Per cui la valutazione è su quello che a fatto in campo…. O meglio, per quello che non ha fatto. Identica prestazione nelle ultime tre partite. Ho identificato tre tipi di malesseri che potrebbero affliggerlo. Malessere fisico, malessere mentale, malessere da mercato.
CIANCI – 7,0 – Un gol molto bello, da autentico uomo da area di rigore, ma tutta la sua prestazione è stata di ottimo livello, due volte sfiora i pali, Tonti gli nega un altro gol e poi tanta presenza fisica in campo, mostrando anche ottime doti di palleggio
TAVERNELLI – 7,0 – Tornato ai suoi livelli, la squadra ne beneficia. Torna a puntare l’uomo e superarlo, torna ad accentrarsi e tirare in porta, torna ad impegnare il portiere e fornire assist. Esce, toccandosi in maniera preoccupante l’inguine. Speriamo bene
VARELA – 5,0 – Speravamo tutti che il suo ingresso in campo avrebbe segnato una svolta nella partita. Invece è cercato poco e male dai compagni e quando conquista palla sceglie sempre la soluzione sbagliata, combinando poco o nulla
RAVASIO – 5,0 – Era già successo a Livorno, entra in campo con la stessa voglia che avevo io di andare a scuola, senza la giusta cattiveria, in un momento perfetto per le sue caratteristiche con palloni a gittata continua in area di rigore.
MISTER BUCCHI – Ha ragione quando dice che l’Arezzo ha giocato una delle sue migliori partite con tre go e una miriade di occasioni fallite. Ha ragione quando dice che tre orrori nella stessa partita sono davvero tanti, troppi. Certe sostituzioni non hanno convinto, tipo quella con De Col infortunato, c’era Perrotta, sostituto naturale in questo momento, c’era un Gigli caduto, senza motivazione alcuna, nel dimenticatoio. Opta per Arena in campo e lo spostamento di Gilli nel ruolo di esterno… un disastro. Con Guccione sule gambe, piegato in due ad ogni sosta, toglie Iaccarino, uno dei migliori in campo fino a quel momento. Tiene in campo per 103 minuti Pattarello.
ARBITRO SUA MEDIOCRITA’ SALVATORE VIAPIANA DI CATANZARO – Più di 800 chilometri percorsi per mostrare tutta la sua mediocrità. Pessima direzione fin dalle prime battute quando con Tavernelli lanciato a rete e falciato a ridosso dell’area di rigore, deve esse chiamato alla revisione per un eventuale rigore e per un certo cartellino rosso per fallo da ultimo uomo. Decide per una punizione dal limite e per un giallo…….
Colpevole e complice dell’atteggiamento antisportivo dei giocatori del Pineto ai quali concede crampi, colpi alla testa svenimenti, tutto quanto possibile e immaginabile per restare a terra tramortiti. Concede a Tonti di prendersi tutto il tempo, oltre il lecito , per i rilanci, arbitro senza polso e senza spina dorsale, una direzione che Orsato dovrebbe visionare attentamente per toccare con mano quanto sia mediocre il materiale umano in suo possesso
PRESIDENTE MANZO – Non condivido la sua presenza in sala stampa per mascherare, attraverso gli errori arbitrali, il fatto che la partita non l’abbiamo vinta esclusivamente per colpa nostra. Avrei preferito che, oltre a dare contro l’arbitro (giustamente) avesse, in maniera che sarebbe risultata elegante, ammettere anche i nostri errori.
PRESENZE – 3.083 tremilaottantatre presenze pe una squadra potenzialmente prima in classifica.
Riccardo Bonelli

PER I TRE PUNTI, PER LA VETTA

Sabato chiuderemo il girone di andata con la chance concreta di staccare il Ravenna, che nell’ultima di andata osserverà il turno di riposo dopo l’esclusione del Rimini.
Con le due squadre separate da due soli punto, la trasferta sarda diventa l’occasione per trasformare il “titolo d’inverno” in un messaggio forte al campionato, sfruttando proprio lo stop forzato dei giallorossi
Le ultime due giornate hanno lasciato addosso la sensazione di un’occasione sprecata: dalla trasferta di Livorno e dal 3‑3 col Pineto è arrivato appena un punto, troppo poco per quanto questa squadra ha dimostrato di valere. All’Ardenza l’Arezzo è apparso sottotono, meno brillante del solito e punito da un Livorno più aggressivo, capace di indirizzare la partita con gli episodi e di difendere il vantaggio fino al rigore finale di Pattarello, utile solo per le statistiche.
Con il Pineto, invece, la partita è stata ribaltata in senso opposto: tre gol segnati, una ripresa passata all’assedio e una quantità enorme di occasioni costruite, vanificate però da errori difensivi grossolani che hanno tenuto in vita gli abruzzesi fino al 3‑3 al 97’.
È proprio questo il punto che fa più male: la squadra ha confermato di avere qualità offensiva e carattere, ma ha smontato il proprio lavoro con disattenzioni dietro che hanno cancellato la possibilità di sfruttare fino in fondo lo stop del Ravenna.
Chiudiamo a Sassari contro una Torres che è partita malissimo ma che con il ritorno di Mister Greco, sembra aver trovato un certo equilibrio
Mister Bucchi chiederà a molti giocatori un ultimo sforzo, lo chiederà a quelli che hanno avuto maggior minutaggio, a quelli reduci da infortuni e chiederà a chi, in vista del mercato essere delle potenziali pedine di scambio, di fargli cambiare idea.
Torneranno i tifosi in trasferta (e che trasferta) e non è solo un dettaglio, ma un valore aggiunto dimostrato e certificato
Riccardo Bonelli